Rassegna Giurisprudenziale

Amministrazione di sostegno: la natura dell’istituto e il suo procedimento

di 21 Febbraio 2022 Febbraio 24th, 2022 No Comments

I riferimenti normativi dell’istituto in questione sono dati dagli artt. da 404 c.c. a 413 c.c., il primo dei quali prevede che la persona “che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare del luogo in cui questa ha la residenza o il domicilio” (1).

La finalità consiste nell’offrire uno strumento di assistenza a chi si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi e di gestire i propri rapporti personali e patrimoniali in modo tale da sacrificare nella minor misura possibile la capacità di agire, differenziandosi così dagli altri istituti a tutela degli incapaci, quali l’interdizione e l’inabilitazione.

Questi ultimi, infatti, sono disciplinati dall’art. 414 c.c. e seguenti e devono essere intesi come extremae rationes: la distinzione deve essere così individuata con riguardo non al diverso grado di infermità del beneficiario, ma alla maggiore idoneità dello strumento di tutela ad adeguarsi alle esigenze del soggetto (2).

Il ricorso per la nomina di un amministratore di sostegno può essere proposto dallo stesso beneficiario, anche se minore, interdetto o inabilitato, dai familiari o da persone a lui comunque vicine e stabilmente conviventi, dal tutore o dal curatore.

Un ruolo molto importante è affidato anche ai responsabili dei servizi sanitari e sociali che, qualora siano a conoscenza di fatti che rendono opportuna la misura, sono tenuti a richiederla direttamente o ad informare il pubblico ministero: anch’esso tra i soggetti legittimati a presentare il ricorso per la nomina di A.d.S.

Devono essere indicate le generalità della persona interessata ed esplicitate le ragioni della richiesta, per poi attendere l’audizione del beneficiario da parte del giudice tutelare che assumerà le informazioni necessarie e che potrà disporre, anche d’ufficio, gli accertamenti medici e comunque tutti i mezzi istruttori utili ai fini della decisione.

A tal proposito si evidenzia che al fine “di consentire una piena valorizzazione della persona, si esclude che l’istituto dell’amministrazione di sostegno possa essere disposto nei confronti di chi, seppur trovandosi in condizioni di menomazione fisica dovuta all’avanzare dell’età, sia dotato della piena capacità di determinarsi e di poter esprimere il proprio dissenso alla misura di sostegno” (3).

Il G.T. provvede, quindi, entro sessanta giorni dalla presentazione del ricorso con decreto motivato immediatamente esecutivo alla nomina dell’amministratore di sostegno, indicandone la durata dell’incarico, l’oggetto, i limiti, i poteri e la periodicità con cui riferire al giudice dell’attività svolta.

La scelta avverrà con esclusivo riguardo alla cura ed agli interessi del beneficiario, preferendo ove possibile il coniuge non separato legalmente, la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il/la fratello/sorella, quindi familiari stretti o parenti e affini, oppure anche altra persona idonea, quale per esempio un avvocato, ma rimangono esclusi gli operatori dei servizi pubblici o privati che hanno in cura o in carico il beneficiario.

 

1 Sul punto si precisa che in caso di collocamento del beneficiario in una casa di riposo, qualora venga meno il carattere transitorio della sua permanenza, è competente il giudice nel cui territorio si trova la struttura di assistenza. V. Cass. civile n. 19431/2020.
2 V. Cass. civile, n. 17962/2015; Cass. civile, n. 1770/2012.
3 V. Cass. civile, n. 29981/2020.

 

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