Rassegna Giurisprudenziale

Vaccinazione anti COVID per figli minori: il punto sulla situazione

di 21 Febbraio 2022 Febbraio 24th, 2022 No Comments

Il tema è attuale, di grande interesse e sta polarizzando l’attenzione dei dibattiti da diverso tempo, per cui inevitabilmente ha generato e genera domande e dubbi.

Cercheremo di fare chiarezza, analizzando gli interventi giurisprudenziali che si sono susseguiti finora.

Occorre premettere che si è discusso dell’argomento per lo più nell’ambito di procedimenti di separazione o divorzio in corso (1), motivo per cui l’eventuale competenza del Tribunale per i Minorenni era stata esclusa automaticamente.

La competenza del Tribunale Ordinario è stata riaffermata con vigore anche da un’ordinanza dei Giudici di Parma (2) che hanno ricondotto il caso di specie all’ambito di applicazione dell’art. 316 c.c.: sono, infatti, attribuite al T.O. le controversie tra i genitori aventi ad oggetto questioni di particolare importanza, quale la salute dei figli.

Da considerare poi che il novellato art. 38 disp. att. c.c. indica espressamente i provvedimenti che rientrano nella competenza del Tribunale per i Minorenni e non richiama l’art. 316 c.c., ma anzi statuisce che la competenza di quest’ultimo è comunque esclusa nell’ipotesi in cui sia in corso tra le parti un giudizio di separazione, divorzio o una controversia sull’esercizio della responsabilità genitoriale ex art. 316 c.c.

Attribuita la competenza al Tribunale Ordinario, preme esaminare nel merito le vicende.

Esse hanno come denominatore comune il disaccordo tra i genitori sull’autorizzazione alla vaccinazione anti-Covid per il/la figlio/a che non ha ancora compiuto i diciotto anni. Spesso la parte contraria adduce tra le motivazioni il basso tasso di mortalità causato dal Covid e il non superamento della fase sperimentale dei vaccini con conseguente inefficacia o pericolosità degli stessi: affermazioni che non hanno trovato accoglimento nelle decisioni dei differenti organi giudicanti.

E’ stato osservato che la comunità scientifica mondiale è concorde nel ritenere che i vaccini approvati dalle autorità competenti (AIFA a livello nazionale, per esempio, o EMA a livello europeo) hanno elevata efficacia nel proteggere dal Covid “con un rapporto rischi-benefici in cui i benefici sono superiori ai rischi in tutte le fasce di età, comprese quelle più giovani che sono quelle in cui la circolazione del virus è più elevata per la maggiore socializzazione” (3).

Anche il Tribunale di Milano (4) aveva evidenziato come il Comitato Nazionale di Bioetica si fosse espresso a favore della vaccinazione sugli adolescenti poiché “può salvaguardare la loro salute e contribuire a contenere l’espansione del virus nell’ottica della salute pubblica, in particolare in vista del rientro a scuola”, invitando a non trascurare le “esortazioni del Presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato

Tecnico Scientifico che ha invitato i genitori a vaccinare i propri figli adolescenti auspicando una rapida estensione della somministrazione dei vaccini anche agli under 12” (5).

Sono state smentite anche le argomentazioni in merito al vaccino <<sperimentale>>: si è sottolineato che per il “processo di sviluppo dei vaccini anti Covid19 (…) nessuna tappa dell’iter necessario è venuta meno”. Ciò è stato possibile grazie al concorso di diversi fattori, quali “l’utilizzo di ricerche già condotte in passato sulla tecnologia a RNA messaggero (mRNA), gli studi sui coronavirus umani correlati al SARS-CoV-2, la conduzione parallela delle varie fasi di valutazione e di studio e, non ultime, le ingenti risorse umane ed economiche messe a disposizione in tempi stretti a livello mondiale” (6).

Una tutela sia per il singolo che per la collettività, dato che con il completamento delle dosi previste, secondo l’Istituto Superiore della Sanità, si riscontra un’efficacia dell’“80% nel proteggere dall’infezione, e fino al 100% dagli effetti più gravi della malattia, per tutte le fasce di età”, salvo controindicazioni al trattamento vaccinale certificate dal medico.

La vaccinazione, dunque, non può essere “preclusa da generici timori e/o dubbi sui metodi scientifici, ma soltanto da concreti rischi specifici” poiché in assenza di copertura vaccinale sussistono “soprattutto in presenza di varianti sempre più contagiose, maggiori rischi per i singoli, ivi compresi i minori” oltre a “ripercussioni negative sulla vita sociale nonché lavorativa delle persone e, pe quanto riguarda più propriamente i minori, sul loro percorso educativo e formativo” (7).

Nelle differenti vicende è stato poi oggetto di discussione l’ascolto del figlio: ove il minore era al di sotto dei dodici anni, ma in prossimità di compierli, come nel caso sottoposto al vaglio del Tribunale di Milano, si è ritenuto che le scelte mediche “trattano problematiche sanitarie che un bambino non è in grado di valutare perché implicano una capacità di discernimento che presuppone una età maggiore”, non senza rilevare che l’audizione potrebbe essere di pregiudizio vista la posizione del genitore contrario ed il “possibile conflitto di lealtà” in cui si troverebbe il minore.

In altre situazioni, come quella decisa dai Giudici di Monza, il minore – di quasi sedici anni – aveva manifestato con chiarezza al padre la volontà di vaccinarsi e di tale volontà “deve tenersi conto”, dato che la mancanza di una copertura vaccinale comporta “non soltanto un concreto rischio di contrarre la malattia, ma anche pregiudizievoli limitazioni alla sua vita di relazione nei più svariati ambiti: scolastico, sportivo, ricreativo e più in generale sociale”.

In conclusione, le pronunce esaminate – ognuna con le proprie peculiarità del caso specifico – autorizzavano la somministrazione del vaccino anti-Covid al minore, attribuendo ad un genitore la facoltà di condurre il/la figlio/a in un centro vaccinale e sottoscrivere il relativo consenso informato anche in assenza di accordo con

l’altro genitore. Nel caso dell’infradodicenne il Tribunale autorizzava il padre a far effettuare alla figlia, senza il consenso della madre e tutte le volte che fosse necessario, il tampone anti-Covid così come concedeva l’autorizzazione a valutare in autonomia per il futuro la somministrazione del vaccino.

 

1 Qualora, invece, i genitori non siano conviventi (e non sia pendente tra loro giudizio di separazione o di divorzio), lo strumento normativo specificamente deputato alla soluzione del contrasto è dato dall’art. 709 ter c.p.c., che consente al Tribunale adito in composizione collegiale di adottare direttamente, ad esito di un procedimento soggetto a rito camerale, “i provvedimenti opportuni”.
2 Tribunale Parma, sez. I, 11/10/2021.
3 Tribunale Monza, sez. IV, 22/07/2021.
4 Tribunale Milano, sez. IX, 13/09/2021; sez. IX, 22/11/2021.
5 Si osserva che il 1/12/2021 l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha autorizzato la somministrazione del vaccino anche ai bambini tra 5 e 11 anni, in dose ridotta, ovvero un terzo del dosaggio autorizzato per adulti e adolescenti, con formulazione specifica.
6 Tribunale Bologna, sez. I, 13/10/2021.
7 Tribunale Ancona, sez. I, 22/11/2021. 

 

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